Bocce alla milanese

Gioco delle bocce

Il gioco delle bocce ha una tradizione antichissima: in Turchia sono state ritrovate alcune sfere in pietra antenate delle attuali bocce, che risalgono circa al 7000 a.C.; anche in Egitto sono stati trovati degli oggetti simili in una tomba, risalenti al II millennio a.C.

Nel gioco "moderno" le bocce erano realizzate in avorio, risultavano quindi molto costose soprattutto perché l'omogeneità delle zanne di elefante, da cui erano ricavate, è variabile, per cui in media era idonea una zanna su cinquanta.

Il gioco continuò a evolversi fino alla versione attuale in Italia, per poi diffondersi nel mondo grazie agli emigranti italiani.

Con l'invenzione e il perfezionamento della bachelite, le bocce sono state realizzate in questo materiale più povero, e ciò ha reso la pratica della disciplina molto più economica e accessibile.

Bocce alla milanese

Il gioco di bocce "alla milanese" (o “alla meneghina”) era diffuso in Lombardia e soprattutto nell’area di Milano ed è una variante del classico gioco all’italiana.
Si gioca in diagonale, su quattro corsie rettangolari affiancate e separate da un cordolo (in milanese livèi e/o rivèi) superando con le bocce questi cordoli.
La superficie richiesta da questa tipologia di campi ha portato alla loro scomparsa nel dopoguerra, in favore dei campi da gioco all’italiana, in cui si giocano diverse partite in contemporanea sulle corsie affiancate.

Il nostro è uno degli ultimi presenti sul territorio milanese: separato dalla piscina dal vialetto alberato è caratterizzato dalle classiche cunette e dalla finitura in erba sintetica.
Le gobbe disegnano 4 corsie, su cui si sfidano quotidianamente i soci che hanno a disposizione armadietti esterni dedicati.